Assenzio

La pianta di Artemisia absinthium L. meglio nota come assenzio è molto resistente e cresce su terreni aridi dell’Europa meridionale, dell’Asia occidentale e dell’Africa.

La sua origine è antica e nonostante il sapore amaro viene adoperata da secoli per le sue importati virtù terapeutiche.

Il nome della pianta deriva dal greco antico e significa “priva di dolcezza”, “amara”, proprio per via del suo particolare gusto.

L’assenzio viene citato all’interno di un papiro egizio datato intorno al 1600 a. C. e le sue importanti proprietà erano ben note presso gli antichi Arabi. 

Alla fine del Cinquecento un famoso botanico e medico di origini tedesche, adoperò quest’erba per placare gli stati di nervosismo e irritabilità.

dragoncello

Coltura dell’ Assenzio

Strumenti

Ambiente di coltura

Piena Aria

Meridiana

Illuminazione

Esposizioni soleggiate

Temperatura

Temperatura

Sopporta bene il freddo

Umidità

Umidità

Moderata

Strumenti

Rinvaso

Consigliato

Proprietà e benefici dell’ Assenzio

Le proprietà benefiche della pianta di assenzio sono molteplici e potenti. È possibile usare sia le foglie che i fiori, che fioriscono tra luglio e settembre, per preparare decotti, tisane e per estrarre l’olio essenziale.

In tempi passati l’assenzio era usato per abbassare la febbre alta, grazie alle sue proprietà febbrifughe. A questo scopo sono necessari 10 grammi di fiori essiccati da infondere in 1 litro di acqua bollente per dieci minuti e va consumata una tazza ancora ben calda, da addolcire con del miele.

Inoltre, l’assenzio è ottimo per favorire la digestione, come vermifugo, come emmenagogo e stimolante. Tra le altre cose può essere impiegato per la cura della pelle e contro le punture di insetto.

Curiosità sulla pianta

dell’ Assenzio

Benché fosse un’erba molto rinomata da tempi immemori, la sua massima notorietà fu raggiunta nel XIX secolo con la nascita del liquore Assenzio.

La bevanda fu inventata da Pierre Ordinaire, medico francese, che unì diverse erbe aromatiche tra le quali l’assenzio e ne derivò un distillato con una gradazione di circa 60°.

In quell’epoca il distillato fu considerato una sorta di droga apprezzato dai poeti maledetti, scrittori e pittori che lo nominarono “la fata verde”, per via del suo colore. In effetti l’olio essenziale dell’Artemisia absinthium L. in dosi elevate ha proprietà velenose ma non allucinogene.

Il pittore Manet nel 1876 dipinse uno dei suoi capolavori chiamato: L’ Assenzio e ripropose la bevanda anche in altri suoi dipinti.

Lo ritroviamo citato in molte opere letterarie di quel periodo di Baudelaire, Verlaine, fino a Zola.

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